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Il potere non è della forza, ma della conoscenza
Antonio Gramsci

Qualunque cosa si dica in giro, parole ed idee possono cambiare il mondo
Dead Poets Society

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo
Mohandas Karamchand Gandhi

Perché basta anche un niente per esser felici, basta vivere come le cose che dici
Roberto Vecchioni - Canzone per Alda Merini

E’ per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perchè in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore
Peppino Impastato


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POLITICA
26 febbraio 2013
A caldo

Ci sarà tempo per analisi più approfondite. Però di certo c'è la consapevolezza del limiti che abbiamo avuto e la speranza e la determinazione di poter fare qualche cosa di posotivo per questo Paese con quella parte di cittadini comprensibilmente delusi e incazzati, ma che desiderano un cambiamento vero. C'è una crisi profonda della Politica. Lo sapevamo. Adesso proviamo a capire se da questa crisi si può uscire navigando in mare aperto senza alcun pregiudizio e guardando a cose concrete sul piano della riforma del sistema (legge elettorale, costi della politica, norme anticorruzione etc) e sul piano del sostegno ai più deboli, al lavoro, a chi è vittima della crisi. Personalmente, ci tornerò su, devo dire molti grazie per espressioni emozionanti, di fiducia, di sostegno, di speranza, per tanti consigli concreti, di merito, su tanti temi. Il mio sentimento è contrastante. C'è del ramarico per la situazione complessiva e soprattutto per la destra che rialza la testa, la consapevolezza di errori da valutare profondamente sul piabo generale, la passione, l'onore, di una grande responsabilità che sento di vivere in un passaggio cruciale e in un rapporto forte con una comunità e con tante persone che sono e saranno attente, vigili, esigenti ...


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permalink | inviato da robertorampi il 26/2/2013 alle 21:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
22 febbraio 2013
Al voto perché? Bilancio di una campagna elettorale

Sono state settimane intense e una campagna elettorale difficile da diversi punti di vista. Per la prima volta si è fatta al freddo, con più d’una nevicata, e i banchetti al mercato, gli incontri, le visite hanno pesato, soprattutto sui tanti splendidi appassionati militanti.  La democrazia ha bisogno di calore, in ogni senso. Una temperatura che favorisca l’incontro, in cui ci si possa relazionare, stare insieme, discutere. E la temperatura è gelida anche metaforicamente: dagli scandali ai pettegolezzi di cui troppo spesso si parla, tutto un gran discutere di coalizioni come se dipendesse chissà da chi e non da una scelta libera degli elettori il futuro di questo Paese.

Ma è stata anche una campagna bella, appassionante, fatta di tanti incontri con una prevalenza di iniziative con ragazzi giovani, spesso al primo voto, molte sulla scuola e sulla formazione, sulle politiche culturali e sulle politiche industriali. Questi sono stati i tre temi prevalenti e credo siano gli assi di quella che dovrà essere la nostra nuova Italia, l’Italia giusta, dove nessuno resta indietro, che riprende a fare emancipazione a partire dalla cultura e che mette in campo una reale redistribuzione del reddito, che aumenta la platea di quelli che pagano le tasse in modo che le paghino tutti e che quindi tutti possano pagarne meno, che riduce le tasse sul lavoro, dando più possibilità alle imprese e ai lavoratori e garantendo loro una dignità e l’uscita dalla precarietà, anche psicologica, in cui oggi sono immersi.
 
Questa campagna è stata fatta di tante persone che si sono mosse e che mi hanno dato una mano. Nella creatività, nella concretezza, nel dichiararsi, nello spostare il proprio voto e quello di altri, a tutti devo dire grazie per una fiducia che, comunque vada, sento come un grande impegno preso. Tanti amici che ho rivisto e tanti luoghi. Ho fatto iniziative nella mia ex scuola media a Carnate e nella scuola di Bernareggio dove sono stato da bambino al centro estivo, a Usmate ho rivisto dopo tanti anni una delle insegnanti più importanti del mio percorso formativo al liceo, ho rivisto il mio sindaco di quando ero bambino. Ho incontrato tante persone nuove. Sono stati incontri importanti che mi hanno lasciato un pezzo nuovo, che mi hanno cambiato. Tanti lavoratori con le loro difficoltà e con la loro voglia di farcela e diverse imprese che ce la fanno purtroppo lasciate troppo sole.
 
Ho imparato molto sull'innovazione di prodotto e di processo, ho raccolto diversi suggerimenti da persone appassionate che lavorano nel mondo della scuola e pensano ad una nuova pedagogia più vicina ai tempi di vita dei ragazzi e ad ambienti che sappiano accoglierli, mi sono impegnato per introdurre importanti elementi di trasparenza aderendo all’appello di Libera e del Gruppo Abele e per una riduzione dei costi della politica tali da rendere con l'esempio possibile un nuovo dialogo, mi sono soffermato sulla tutela degli animali e di tutti i viventi come base di un equilibrio diverso in cui vivere, ho raccolto diverse opportunità che si possono sviluppare, ad esempio, nel campo del sistema delle ville storiche, o degli incubatori d’imprese creative, mi sono pubblicamente speso per una nuova normativa per lo spettacolo dal vivo.
 
Ora è il tempo di scegliere bene e di dare un governo solido a questo Paese e a questa Regione.
Dipende da noi e da quanto saremo capaci di non disperdere il nostro voto, ascoltare gli spunti di tutti a raccogliere le tante incazzature e trasformare l'incazzatura in speranza, l'odio in amore. Dimostrando poi con un governo realmente riformatore che la Politica serve e che la Politica può essere diversa. In ogni caso, comunque vada, da mercoledì lavoreremo come sempre, rimboccandoci le maniche, con molte energie in più, continuando a credere nel futuro.
POLITICA
4 febbraio 2013
Quattro proposte per lo spettacolo dal vivo
Ho seguito fin dalla nascita il Circolo Magnolia. Un gruppo di persone motivato, che ha avuto visione di lungo periodo, che ha messo in pratica nei fatti scelte davvero politiche che vanno dalla gestione delle risorse energetiche a quella degli spazi, dal tema dell’acqua pubblica a quello della modalità di lavoro.

Lo ha fatto in un incrocio positivo tra spirito imprenditoriale ed impegno civile, che negli anni ha dato loro il meritato successo sia nella risposta straordinaria di partecipazione, sia nell’attenzione di una buona parte della stampa, fino allo straordinario evento, molto più di un concerto, di stazione centrale e alla recente pubblicazione di “un concerto da manuale” che è una nuova ulteriore occasione per fare cultura ed educazione su una forma di impresa a tutto tondo che si basa sulla socialità.

Da questa esperienza sono emersi con forza alcuni limiti anche normativi che relegano l’intrattenimento musicale ad un’attività marginale, mentre è invece un tassello chiave anche sul piano economico, oltre che un virtuoso incubatore di talenti. Nella mia esperienza di amministratore locale ho cercato fattivamente di favorire e sostenere processi analoghi.

Faccio mie quindi 4 proposte, che potrebbero portare la normativa italiana in materia al pari delle politiche europee, e mi impegno formalmente come candidato alla camera dei deputati a trasformalre in modifiche legislative qualora venissi eletto:

- Riforma tout court della SIAE, ente pubblico in regime di monopolio (in Francia e Gran Bretagna esistono diverse copyright collecting society che riscuotono i compensi per il diritto d’autore e distribuiscono i proventi che ne derivano), che ha maturato un debito di 1.047.073.702 euro (pagina 106 del bilancio 2011 a firma del commissario straordinario Rondi, 91 anni), e su 1257 dipendenti, 527 hanno legami di famiglia o di conoscenza (il 42% dell’azienda) e vantano stipendi e benefit eccezionali (vedi articolo 26 giugno 2012 de Il Corriere della Sera a firma Sergio Rizzo). Nulla di virtuoso, danni ingenti allo Stato e agli associati, eppure continua ad operare indisturbata.

- Depenalizzazione del reato di disturbo della quiete pubblica in relazione al pubblico spettacolo per cui attualmente chi supera il livello dei decibel imposto rischia il carcere, contrariamente al falso in bilancio che rimane un reato amministrativo ( caso eclatante il concerto del 17 maggio 2008 allo stadio Meazza di San Siro di Bruce Springsteen, che sforò di 22 minuti e superò il limite dei decibel, e per cui il promoter Claudio Trotta rischiò il carcere).

- Istituzione sul modello europeo dello sportello unico per lo spettacolo, già presente per altri settori, incorporando in un unico ufficio tutte le pratiche e le licenze necessarie, offrendo gli strumenti normativi ai fini dell’evento, e indicando un tariffario ragionato delle consulenze (attualmente ci si affida a coloro che ufficiosamente possono portare a buon fine la pratica), responsabilizzando gli operatori e non i pubblici ufficiali (attualmente le commissioni per il pubblico spettacolo sono incentivate a non fare tenere l’evento). Un primo passo, per la semplificazione e l’incentivazione alla musica dal vivo è stato fatto in Gran Bretagna attraverso un provvedimento che prevede che le sale con capienza inferiore a 200 persone possano ospitare concerti senza essere in possesso delle autorizzazioni a pagamento previste dal precedente ordinamento legislativo in materia.

- Creazione di un fondo per la musica dal vivo, com’è avvenuto a Berlino dove l’amministrazione ha istituito un fondo di un milione di euro a sostegno della musica dal vivo e dei locali che la promuovono, riconoscendone il valore sociale, per contrastare la speculazione edilizia e favorire l’indotto economico che la notte berlinese genera, e allo stesso tempo, sul modello di Puglia Sound che si avvale di fondi europei, affinché si possa esportare la musica italiana all’estero, oggi poco veicolata e conosciuta al di fuori dei nostri confini. I grandi festival europei e mondiali difficilmente invitano artisti italiani perché non sostenuti economicamente e presentati adeguatamente. Un fondo del genere potrebbe portare ad ottimi risultati con un investimento davvero minimo.
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