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Il potere non è della forza, ma della conoscenza
Antonio Gramsci

Qualunque cosa si dica in giro, parole ed idee possono cambiare il mondo
Dead Poets Society

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo
Mohandas Karamchand Gandhi

Perché basta anche un niente per esser felici, basta vivere come le cose che dici
Roberto Vecchioni - Canzone per Alda Merini

E’ per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perchè in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore
Peppino Impastato


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POLITICA
22 febbraio 2013
Al voto perché? Bilancio di una campagna elettorale

Sono state settimane intense e una campagna elettorale difficile da diversi punti di vista. Per la prima volta si è fatta al freddo, con più d’una nevicata, e i banchetti al mercato, gli incontri, le visite hanno pesato, soprattutto sui tanti splendidi appassionati militanti.  La democrazia ha bisogno di calore, in ogni senso. Una temperatura che favorisca l’incontro, in cui ci si possa relazionare, stare insieme, discutere. E la temperatura è gelida anche metaforicamente: dagli scandali ai pettegolezzi di cui troppo spesso si parla, tutto un gran discutere di coalizioni come se dipendesse chissà da chi e non da una scelta libera degli elettori il futuro di questo Paese.

Ma è stata anche una campagna bella, appassionante, fatta di tanti incontri con una prevalenza di iniziative con ragazzi giovani, spesso al primo voto, molte sulla scuola e sulla formazione, sulle politiche culturali e sulle politiche industriali. Questi sono stati i tre temi prevalenti e credo siano gli assi di quella che dovrà essere la nostra nuova Italia, l’Italia giusta, dove nessuno resta indietro, che riprende a fare emancipazione a partire dalla cultura e che mette in campo una reale redistribuzione del reddito, che aumenta la platea di quelli che pagano le tasse in modo che le paghino tutti e che quindi tutti possano pagarne meno, che riduce le tasse sul lavoro, dando più possibilità alle imprese e ai lavoratori e garantendo loro una dignità e l’uscita dalla precarietà, anche psicologica, in cui oggi sono immersi.
 
Questa campagna è stata fatta di tante persone che si sono mosse e che mi hanno dato una mano. Nella creatività, nella concretezza, nel dichiararsi, nello spostare il proprio voto e quello di altri, a tutti devo dire grazie per una fiducia che, comunque vada, sento come un grande impegno preso. Tanti amici che ho rivisto e tanti luoghi. Ho fatto iniziative nella mia ex scuola media a Carnate e nella scuola di Bernareggio dove sono stato da bambino al centro estivo, a Usmate ho rivisto dopo tanti anni una delle insegnanti più importanti del mio percorso formativo al liceo, ho rivisto il mio sindaco di quando ero bambino. Ho incontrato tante persone nuove. Sono stati incontri importanti che mi hanno lasciato un pezzo nuovo, che mi hanno cambiato. Tanti lavoratori con le loro difficoltà e con la loro voglia di farcela e diverse imprese che ce la fanno purtroppo lasciate troppo sole.
 
Ho imparato molto sull'innovazione di prodotto e di processo, ho raccolto diversi suggerimenti da persone appassionate che lavorano nel mondo della scuola e pensano ad una nuova pedagogia più vicina ai tempi di vita dei ragazzi e ad ambienti che sappiano accoglierli, mi sono impegnato per introdurre importanti elementi di trasparenza aderendo all’appello di Libera e del Gruppo Abele e per una riduzione dei costi della politica tali da rendere con l'esempio possibile un nuovo dialogo, mi sono soffermato sulla tutela degli animali e di tutti i viventi come base di un equilibrio diverso in cui vivere, ho raccolto diverse opportunità che si possono sviluppare, ad esempio, nel campo del sistema delle ville storiche, o degli incubatori d’imprese creative, mi sono pubblicamente speso per una nuova normativa per lo spettacolo dal vivo.
 
Ora è il tempo di scegliere bene e di dare un governo solido a questo Paese e a questa Regione.
Dipende da noi e da quanto saremo capaci di non disperdere il nostro voto, ascoltare gli spunti di tutti a raccogliere le tante incazzature e trasformare l'incazzatura in speranza, l'odio in amore. Dimostrando poi con un governo realmente riformatore che la Politica serve e che la Politica può essere diversa. In ogni caso, comunque vada, da mercoledì lavoreremo come sempre, rimboccandoci le maniche, con molte energie in più, continuando a credere nel futuro.
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