.

robertorampi
per confrontarsi, discutere, ragionare
 
 









Il potere non è della forza, ma della conoscenza
Antonio Gramsci

Qualunque cosa si dica in giro, parole ed idee possono cambiare il mondo
Dead Poets Society

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo
Mohandas Karamchand Gandhi

Perché basta anche un niente per esser felici, basta vivere come le cose che dici
Roberto Vecchioni - Canzone per Alda Merini

E’ per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perchè in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore
Peppino Impastato


_____________________
Mi trovi anche su:
Facebook


e Flickr

POLITICA
30 gennaio 2012
Innovare i paesi per innovare il Paese

efficienza, qualità, servizi per un nuovo municipalismo

Sono convinto che le identità delle comunità locali sono un bene prezioso, una peculiarità del nostro Paese e un elemento positivo di tutela del territorio e di integrazione nella dimensione globale. Un elemento di garanzia dallo smarrimento dell'anima in una indistinta globalità.

Ma questo è cosa differente dal livello gestionale ottimale dei servizi. Il nostro approccio all’accorpamento e alla fusione dei Comuni può e deve caratterizzarsi per un riformismo intenso e dolce. Scevro da ogni tecnicismo e da ogni freddezza algebrica da un lato e da ogni campanilismo ideologico dall’altro, deve preservare il valore della comunità, anche la più piccola, con le proprie tradizioni, i propri simboli, il proprio nome, le proprie radici, scindendolo dal livello ottimale di gestione dei servizi. Quest’ultimo deve garantire efficienza, strumenti validi di tutela, la forza politica di rappresentare quella realtà territoriale nella competizione positiva con gli altri e nel confronto con i livelli e le articolazioni superiori.

Insomma occorre un comunitarismo autentico, radici e tradizioni come base per l'apertura, glocalismo ed efficienza, e un pizzico di concretezza, il tutto mischiato in salsa europea, con attenzione a quanto la tecnologia ci offre. Questo è l'animus e l'anima della nostra proposta.

E’ necessario mettere in campo meccanismi di incentivazione per accompagnare i Comuni, non solo quelli piccoli, ad aggregarsi ed, in ultima analisi, a fondersi: fusioni che possono vedere un’ottimizzazione dei servizi, del personale, della classe politica.

E' questa una proposta di cui sono convinto da tempo, da quando nell’ottobre del 2009 ho proposto pubblicamente l’opportunità di fondere in un unico Comune i Comuni del Vimercatese.

Oggi tale processo trova diverse attenzioni. E’ venuto il tempo di sviluppare proposte concrete, prevedendo, ad esempio, incentivi crescenti in base al grado di integrazione raggiunto dai Comuni fino ad arrivare ad un’autonomia fiscale sulla falsariga del modello istituzionale francese.

L’articolo 12 della legge delega in materia di federalismo fiscale – finora inattuato – apre il varco alle sperimentazioni. Si potrebbe da subito destinare agli enti locali che attuano i processi di aggregazione una maggior percentuale della quota IMU di competenza, l’alleggerimento dei vincoli del patto di stabilità, una maggiore compartecipazione all'IVA, deroghe nelle assunzioni rispetto alle sostituzioni di maternità e di pensionamento; destinare, inoltre, risorse regionali (non necessariamente finanziarie) per facilitare, in via sperimentale per un numero definito di anni, la gestione associata di competenze.

Un percorso serio su aggregazioni e fusioni significa attuare il federalismo per davvero, avvicinando ai cittadini il luogo delle risposte, nel superamento delle province, immaginandoci e pensandoci, nello stesso tempo, sempre di più in una dimensione politica europea, verso il superamento degli stati nazionali.

Una visione su cui sempre di più il Partito Democratico si deve impegnare e caratterizzare.
 




permalink | inviato da robertorampi il 30/1/2012 alle 11:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
9 agosto 2011
Perdersi nella Bascarsija
Perdersi nei vicoli attorno alla Bascarsija come nei sentieri interrotti di heiddeggeriana memoria. Incontrare persone di ogni parte del mondo attratte dal fascino di questa Gerusalemme europea. Ascoltare lingue diverse. Suoni di campane e canti di muezzin. Il rumore dell'acqua delle fontane. Le luci e le ombre di una calda giornata estiva e la frescura sotto tigli secolari mossi dal vento. Negozi di spezie e di lattonieri, e q breve distanza, modernissime marche occidentali. Cevapi e jogurt per cena. E poi caffè turco con likum (che amo dai giorni del Monte Athos). E alla fine ti trovi a mangiare anche una variante dello gnocco fritto. I credenti affollano le mosche in questi giorni di ramadam. Sta sorgendo una nuova grande biblioteca che renderà accessibile il fondo di Gazi Husrev Bey che da 600 anni raccoglie la sapienza ottomana: teologia, filosofia, scienze. Intanto nella grande biblioteca bruciata dalla guerra tornerà ad aver sede il Municipio. Come un tempo. Ma quei libri salvati dal fanatismo della spagna della Reconquista non hanno raggiunto l'era del digitale e sono perduti per sempre i "possibili percorsi, le mappe, le memorie, l'aiuto degli altri". Sarajevo e le sue persone. Ne hanno viste tante. Sono passati tanti dominatori. Le diverse culture hanno trovato quasi sempre percorsi per sopravvivere. Cosi' nella piazza Oslobodenje (della Liberazione) tra giocatori di scacchi giganti e busti di uomini di cultura incappi in una statua wendersiana: un uomo avvolto in un planifero stilizzato circondato di colombi. La scritta, in italiano, recita: "L'uomo multiculturale costruirà il mondo. Sarajevo 1997".



permalink | inviato da robertorampi il 9/8/2011 alle 0:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
13 aprile 2011
umanesimo, prassi, Politica
L'illuminazione me l'ha data Odile Decq l'altra sera alla bellissima serata di presentazione dell'Associazione per Riccardo Sarfatti. Come spesso accade e tanta letteratura ci ha insegnato lo sguardo dell'altro è sempre illuminante. In effetti se c'è un tratto peculiare della cultura e dell'antropologia italiana, perfino nelle drammatiche parodie che negli ultimi anni hanno dominato la scena, è nell'umanesimo creativo, intraprendente tipico della cultura rinascimentale, l'epoca in cui questo Paese ha dato il meglio di se in tutti i campi. Un'idea integrale complessa/complessiva dell'uomo. Un uomo leonardesco. Con la cultura del rischio al centro del racconto. Il binomio rischio/innovazione più che quello speranza/disperazione, due facce, queste ultime,  di una stessa medaglia mentale/fatalista/idealista che si contrappone all'homo faber che ama la zappa, che sente l'unicum tra corpo e mente. Non credo agli specialismi. Credo siano un pericolo. Da quell'idea (rinascimentale) di unitarietà mi convince passa tutto, perchè in effetti credo che tutto è politica, e che la politica (e la filosofia) è la non specializzazione per eccellenza. La politica riguarda tutti i soggetti di una comunità, e non esclusivamente chi fa politica attiva. L'uomo è per natura un animale politico perchè è comunitario, sociale. E nessun fatto, o atto della vita si sottrae alla politica. Questo si associa ad una concezione della Politica come prassi. Comportamento quotidiano. Scelte e azioni nel proprio agire quotidiano e professionale. Oggi la linea sottile tra democrazia e populismo mette in discussione la sensatezza in sé di quel fragile e tutto sommato recente strumento che è la democrazia rappresentativa, con tutti i suoi strumenti: partiti, eletti, etc. Tra i cardini di un necessario ripensamento c'è la differenza tra cittadino e popolo. C'è l'idea che esiste un 'interesse di ciascuno all'interesse generale (e non un astratto Bene Comune). C'è il nodo di quale educazione, quale pedagogia per quale società. Maieutica o dottrinale. Pensare questo in un momento così negativo per l'immagine che certa politica da di sé può sembrare astratto ed è invece motivante. E' il senso di un cammino che val la pena di fare anche quando la salita è più impervia. Arte, politica, cultura, filosofia sono parti di uno stesso campo semiologico/ontologico. E' in fondo per me rappresentano la risposta alla domanda che cos'è la vita/come si vive con pienezza. Da oggi con una nuova consapevolezza rinascimentale.



permalink | inviato da robertorampi il 13/4/2011 alle 19:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
DIARI
31 dicembre 2010
12 chicchi d'uva ...

L’anno finisce a Barcellona. La casa di Silvia e Lucia, un po’ fredda… non ci son caloriferi, ha un’invidiabile vista sulla Sagrada Familia e sul parchetto sottostante. All’angolo un semplicissimo campo di bocce dove signori neanche troppo attempati si divertono tutti i giorni. L’angolo verde, il punto di riciclaggio del quartiere, dove consegnare ma anche recuperare oggetti che qualcun’altro ha scartato (ordinato e centrale, a due passi dalla Sagrada, non come da noi che a dispetto del cambio di nome le isole ecologiche son comunque vissute come discariche da nascondere). Pochi passi su via Lepanto e arrivi al centro cívico: un grande mercato coperto con banchi fissi, sopra un supermercatino, la biblioteca, i servizi… tutto insieme. E poi panchine. Di Barcellona mi ha sempre colpito la quantita’ di panchine e cestini. E in generale la concezione dello spazio pubblico. Ogni progetto dei tanti che ormai da vent’anni la ridisegnano e’ pensato come spazio pubblico. Mentre da noi l’idea e’ quella di ottimizzare uno spazio privato in cui rinchiudersi. Non amo i modelli e non son tanto esterofilo. Pero’ ogni volta che passo qualche giorno qui (la quarta in 20 anni quasi, neanche tanto spesso) penso che ci sia una visione di comunita’, il senso di un costruire per un vivere civile, per sviluppare spazi per tutti. E anche quando si costruiscono case (cosa da noi vista come privatissima) si pensa allo spazio comune che si va a creare. Questa e’ ed e’ stata la mia aspirazione come amministratore (nell’anno che si apre il mio mandato di assessore e vicesindaco va a concludersi). Questo puo’ ben riassumere gli sforzi e le fatiche (non poche) di questo 2010 e le aspettative per l’anno che si apre. Molti dicono che sono un ottimista. Io piu’ che altro credo all’ottimismo della volonta’. Credo che occorra aver in mente dove si vorrebbe che andasse la nave e provar a dare il proprio contributo per remare in quella direzione. Ma questo comporta trovare il modo, discutendo, di concordare la direzione. E non remare ognuno per conto suo. Ecco una societa’ con piu’ noi e meno io. Secondo me e’ la traccia, il solco da seguire. La matrice. In questi giorni stando un po’ piu’ in casa del mio solito mi son risentito qualche cd di De Gregori, Dalla, De Andre’ etc. Come mi e’ gia’ capitato di pensare e` li’ che si annida in profondo un’idea progresista, di una societa’ aperta (e dei suoi nemici). Alcuni elementi di fondo, direi un sapore prima ancora che un’idea precisa. Smisurata preghiera scriveva De Andre’ in vista di un nuovo millennio che non avrebbe visto. L’anno che verra´ scriveva Dalla con tutta la sua ironia. Natale di seconda mano De Gregori… solo per citare tre esempi che si prestano a quei giorni un po’ speciali con cui ogni anno finisce dicembre. Ma poi ce n’e’ per tutti i giorni. E ogni giorno si tratta di scegliere. Tra apertura e chiusura. Tra rischio e difesa. Tra curiosita’ e paura. In fondo tra il noi e l’io. Ancora. Tra umanesimo e misantropía se vogliamo. Tra cultura e natura per qualcun’altro. Cosi’ con un cenone leggero preparato in casa con i prodotti di questo mercato comunale, e uno sguardo alla Sagrada Familia si concludera’ anche questo 2010. Pensando soprattutto ad alcuni nuovi incontri, ad alcune sorprese, a chi ha condiviso fatiche e speranze… e anche a qualcuno che non c’e’ piu’. Il 2011 si presenta impegnativo. Ma per chi come me pende sempre per un lato della demarcazione sopra descritta un anno nuovo promette sempre nuove scelte, nuovi rischi, nuovi incontri. Per questo mi piace. Prendendo l’aereo domattina e tornando a casa portero’ ancora una volta questo modello (un modello debole, cioe’ dolce, non ideologico) e le energie per provare a darci dentro perche’ dalle nostre parti il vento cominci un po’ a cambiare. Non sara’ breve credo, ne’ facile. I solchi son profondi. Il cammino per uscire dall’individualismo e dalla superficialita’ in cui ci immergiamo sempre di piu’ da quasi trent’anni, e che non risparmia nessuno, non e’ breve e non prevede scorciatoie. Ma e’ anche un bel cammino da fare. Soprattutto se fatto insieme. Con un po’ di allegria, con lo spirito di una sana gita in montagna. Qualche racconto. Qualche canzone. E dandosi ogni tanto la mano.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. anno nuovo

permalink | inviato da robertorampi il 31/12/2010 alle 17:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
22 novembre 2010
il Must: una risorsa per la Città, il senso di un progetto politico.

Per la comunità vimercatese l’avventura di un nuovo servizio culturale che custodisca, promuova e costruisca la memoria con lo sguardo rivolto al futuro nasce da lontano. L'idea di un museo che desse testimonianza soprattutto alle giovani generazioni della storia di Vimercate fu oggetto di ipotesi e ragionamenti in diversi momenti della storia della Città ma è con l’inizio del ciclo di governo del centrosinistra, nel 1997 che iniziò ad entrare per la prima volta in un programma di mandato. Nel 2001, con lungimiranza, l'amministrazione decide di cogliere l'opportunità della vendita di Villa Sottocasa per esercitare una prelazione e, con una sostanziale permuta, garantire al patrimonio pubblico e restituire all'intera comunità uno dei monumenti privati di maggior prestigio e valore. La villa viene da subito utilizzata per mostre e iniziative e nel giro di un paio d'anni è già operativa come sede del settore cultura. Proprio lì si sviluppa il progetto del museo con un bando che vede confrontarsi tre idee museografiche, un intenso lavoro della commissione cultura del consiglio comunale. Il progetto, più volte sistemato, corretto ed integrato, inizia a prendere vita e si stanziano quelle risorse, nel 2005, che tutt'oggi hanno garantito l'intero allestimento. Nel frattempo, all'interno della struttura comunale si formano le competenze previste dalle norme regionali. Questo avviene valorizzando completamente personale interno.

Con la prima amministrazione di centrosinistra il settore cultura di Vimercate inizia a essere uno degli investimenti strategici, cresce in autonomia, in risorse e in personale dedicato e non solo l'incremento dell'attività, degli spazi della biblioteca civica. Il polo culturale di Villa Sottocasa, fino all'apertura oggi del museo si devono a quella scelta di priorità. Cresce un gruppo affiatato e competente che ha saputo dare passione e qualità a quella che oggi diventa una realtà, andando a confrontarsi con le migliori esperienze italiane e straniere, sviluppando relazioni forti con il territorio e sapendo trarre dalle tante energie della città il meglio.

Il Must è al tempo stesso il grande album di famiglia della comunità vimercatese, un'antenna efficace per promuovere azioni di turismo culturale, uno strumento di moderna didattica a disposizione delle nostre scuole che hanno già mostrato con slancio interesse e apprezzamento. Il museo ha potuto beneficiare dell'attenzione e della generosità dei vimercatesi fin dai suoi primi passi, con donazioni importanti, persone che hanno scavato nei loro ricordi e che hanno donato pezzi della loro storia come parti di una più grande storia comunitaria e collettiva. Storia d'imprese, storia di fatti, ma anche piccole storie di luoghi, di volti, che s'incrociano con la grande storia, quale di cui sono soliti parlare i libri. Ma il museo è anche arte ed è anche occasione di recupero di ri-lettura e di miglior tutela per alcuni degli oggetti più belli che hanno incrociato la vita della Città. Le tre bellissime statue medievali che stavano in facciata di Santo Stefano, sono state recuperate, restaurate e si trovano in un luogo protetto e possono essere ammirate con più facilità dai vimercatesi e sono uno dei fulcri della collezione del museo. Ma lo stesso si può dire degli Usellini, dei preziosi ritratti qui trasferiti da Palazzo Trotti e dei bellissimi quadri ottocenteschi acquisiti insieme alla villa, delle antiche are, del ritorno in Città dei ritrovamenti archeologici della necropoli di Piazzale Marconi, e di moltissimi altri oggetti.
 
L’apertura del museo è un punto di passaggio, la stella polare di una costellazione che ha visto le amministrazioni di centrosinistra a Vimercate in primo piano nel lavoro, forse in controtendenza, di investimento sulla cultura come motore di uno sviluppo di un territorio, come fattore di crescita economica e culturale.
Basti citare il distretto culturale evoluto e il ruolo svolto da questa amministrazione per la sua nascita e il suo sviluppo, le prospettive del sistema bibliotecario, l'importante progetto di manutenzione programmata dei beni ecclesiastici cittadini, le mostre che hanno caratterizzato Villa Sottocasa, i nuovi spazi espositivi di via Cavour e di aggregazione presso l'area feste.
 
Il restauro e il riallestimento dell'ala nobile di Villa Sottocasa, lo sviluppo del distretto e della rete museale nel rapporto con Provincia e altri comuni saranno l'obiettivo primario per i prossimi anni.



permalink | inviato da robertorampi il 22/11/2010 alle 0:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
CULTURA
2 novembre 2010
La Turchia ponte tra oriente ed occidente

Questa impegnativa, affascinante e formativa tre giorni a Istanbul si é conclusa in riva al Bosforo, sulla sponda asiatica, con gli amici di Sultanbeyli. La mia terza volta in Turchia é stata ancora più interessante grazie alla nostra ottima guida e allo scambio culturale in occasione di Istanbul capitale europea della cultura 2010. Mi ha confermato la convinzione profonda della missione storica della Turchia: ponte geografico tra asia ed europa, incrocio culturale inscindibile di oriente ed occidente. Figlia della cultura romana, per centinaia di anni Costantinopoli é stata il baluardo della cultura classica, in centro vitale della cristianità. Oggi é l´unica grande città al mondo in cui puoi con un solo colpo d’occhio racchiudere un obelisco egiziano di 3500 anni, un bassorilievo romano con iscrizione greca e latina, una basilica cristiana e una moschea ....

La tolleranza culturale e religiosa degli ottomani, l’incrocio di popoli in ognuno dei turchi oggi incontra un partito al governo assolutamente complesso e interessante. Di certo rappresentativo dei ceti popolari, della grande maggioranza dei turchi. E al tempo stesso desideroso di accompagnare riforme e progresso, apertura e modernità non con l´illuminata spinta dall´alto cui ci aveva abituato il partito dei militari ma con un sentimento popolare intriso di religiosità islamica. Una sfida che sarà una delle sfide cruciali dei prossimi anni per tutto l´occidente e su cui l´Europa ha finora mostrato uno dei suoi ormai proverbiali tentennamenti più clamorosi. Ma questo ponte occorre percorrerlo tutto. E forse potrà essere d´aiuto andare a rileggersi qualche scritto di Roncalli, il futuro Giovanni XXII che fu nunzio a Istanbul per diversi anni. Certo i contatti e gli scambi di queste giornate sono una materia preziosa. E lo é ancor di più il sentimento dei tanti vimercatesi di tutte le generazioni, quasi tutti qui per la prima volta, che racconteranno questa esperienza. Arte, musica, cucina ci raccontano la fatica e la forza dell´incontrarsi. Le contraddizioni e le differenze sono i sapori della vita da mescolare sapientemente e con equilibrio. Nella sapienza delle proporzioni sta la differenza tra una miscela esplosiva ed il gusto di un piatto ricco di sapori. su questi grandi ponti sul Bosforo già molto trafficati passa il futuro di una convivenza e la ricchezza della millenaria cultura mediterranea.



permalink | inviato da robertorampi il 2/11/2010 alle 0:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
agosto       
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
Feed
blog letto 51770 volte