il Must: una risorsa per la Città, il senso di un progetto politico.
Per la comunità vimercatese l’avventura di un nuovo servizio culturale che custodisca, promuova e costruisca la memoria con lo sguardo rivolto al futuro nasce da lontano. L'idea di un museo che desse testimonianza soprattutto alle giovani generazioni della storia di Vimercate fu oggetto di ipotesi e ragionamenti in diversi momenti della storia della Città ma è con l’inizio del ciclo di governo del centrosinistra, nel 1997 che iniziò ad entrare per la prima volta in un programma di mandato. Nel 2001, con lungimiranza, l'amministrazione decide di cogliere l'opportunità della vendita di Villa Sottocasa per esercitare una prelazione e, con una sostanziale permuta, garantire al patrimonio pubblico e restituire all'intera comunità uno dei monumenti privati di maggior prestigio e valore. La villa viene da subito utilizzata per mostre e iniziative e nel giro di un paio d'anni è già operativa come sede del settore cultura. Proprio lì si sviluppa il progetto del museo con un bando che vede confrontarsi tre idee museografiche, un intenso lavoro della commissione cultura del consiglio comunale. Il progetto, più volte sistemato, corretto ed integrato, inizia a prendere vita e si stanziano quelle risorse, nel 2005, che tutt'oggi hanno garantito l'intero allestimento. Nel frattempo, all'interno della struttura comunale si formano le competenze previste dalle norme regionali. Questo avviene valorizzando completamente personale interno.
Con la prima amministrazione di centrosinistra il settore cultura di Vimercate inizia a essere uno degli investimenti strategici, cresce in autonomia, in risorse e in personale dedicato e non solo l'incremento dell'attività, degli spazi della biblioteca civica. Il polo culturale di Villa Sottocasa, fino all'apertura oggi del museo si devono a quella scelta di priorità. Cresce un gruppo affiatato e competente che ha saputo dare passione e qualità a quella che oggi diventa una realtà, andando a confrontarsi con le migliori esperienze italiane e straniere, sviluppando relazioni forti con il territorio e sapendo trarre dalle tante energie della città il meglio.
Il Must è al tempo stesso il grande album di famiglia della comunità vimercatese, un'antenna efficace per promuovere azioni di turismo culturale, uno strumento di moderna didattica a disposizione delle nostre scuole che hanno già mostrato con slancio interesse e apprezzamento. Il museo ha potuto beneficiare dell'attenzione e della generosità dei vimercatesi fin dai suoi primi passi, con donazioni importanti, persone che hanno scavato nei loro ricordi e che hanno donato pezzi della loro storia come parti di una più grande storia comunitaria e collettiva. Storia d'imprese, storia di fatti, ma anche piccole storie di luoghi, di volti, che s'incrociano con la grande storia, quale di cui sono soliti parlare i libri. Ma il museo è anche arte ed è anche occasione di recupero di ri-lettura e di miglior tutela per alcuni degli oggetti più belli che hanno incrociato la vita della Città. Le tre bellissime statue medievali che stavano in facciata di Santo Stefano, sono state recuperate, restaurate e si trovano in un luogo protetto e possono essere ammirate con più facilità dai vimercatesi e sono uno dei fulcri della collezione del museo. Ma lo stesso si può dire degli Usellini, dei preziosi ritratti qui trasferiti da Palazzo Trotti e dei bellissimi quadri ottocenteschi acquisiti insieme alla villa, delle antiche are, del ritorno in Città dei ritrovamenti archeologici della necropoli di Piazzale Marconi, e di moltissimi altri oggetti.
L’apertura del museo è un punto di passaggio, la stella polare di una costellazione che ha visto le amministrazioni di centrosinistra a Vimercate in primo piano nel lavoro, forse in controtendenza, di investimento sulla cultura come motore di uno sviluppo di un territorio, come fattore di crescita economica e culturale.
Basti citare il distretto culturale evoluto e il ruolo svolto da questa amministrazione per la sua nascita e il suo sviluppo, le prospettive del sistema bibliotecario, l'importante progetto di manutenzione programmata dei beni ecclesiastici cittadini, le mostre che hanno caratterizzato Villa Sottocasa, i nuovi spazi espositivi di via Cavour e di aggregazione presso l'area feste.
Il restauro e il riallestimento dell'ala nobile di Villa Sottocasa, lo sviluppo del distretto e della rete museale nel rapporto con Provincia e altri comuni saranno l'obiettivo primario per i prossimi anni.